Solution Tech-Nippo-Rali, Domenico Pozzovivo protagonista anche al Giro dell’Appennino: “La mia età anagrafica non coincide con quella biologica”

Dopo il suo ritorno in sella, a 43 anni compiuti, Domenico Pozzovivo ha saputo essere subito protagonista. Prima sono arrivate alcune prestazioni di rilievo in una corsa selettiva come il Tour of the Alps 2026 e poi è maturato il podio conquistato al Giro dell’Appennino 2026, gara andata in scena domenica 26 aprile in cui il corridore della Solution Tech-Nippo-Rali è arrivato al traguardo con coloro che si sono giocati il successo, accontentandosi poi del terzo posto. Sulla base dei risultati ottenuti in gara, il rendimento del lucano è finora decisamente interessante.

“Il terzo posto all’Appennino? Si parte sempre per provare a vincere – le parole di Pozzovivo in sede di commento della gara – La squadra aveva fatto un bel lavoro, però la selezione che ho provato a fare non è stata sufficiente a staccare anche i due Polti (Ludovico Crescioli e Thomas Pesenti, poi rispettivamente primo e secondo all’arrivondr). Nel finale, in tre e con gli altri due che erano più veloci di me, c’era poco da fare”.

La volata non è mai stato il pezzo forte del repertorio di Pozzovivo, ma la salita sì… “La Madonna della Guardia l’abbiamo presa di petto, insieme a Matteo Fabbro e ho cercato di finalizzare lì il lavoro. Qualcosina in più degli altri la avevo, ma l’Appennino è una gara che si decide anche in discesa e nel tratto di pianura finale. Quindi, bisognava essere un po’ più completi di come sono io”.

In carriera, Pozzovivo ha messo insieme un secondo e un quarto posto al Giro dell’Appenino, oltre al terzo appena maturato: “Sì, sto completando tutti i gradini del podio. Se penso che il secondo posto è lontano 16 anni, non è poco… Com’è il ritorno in bici alla mia età? È una cosa cui non penso”.

Il lucano aggiunge: “Penso di avere ancora una mentalità giovane, anche dal punto di vista degli allenamenti e dell’approccio a questo sport, che negli anni è cambiato tanto. La mia età anagrafica, secondo me, non coincide tanto con quella biologica e anche con il modo di pensare. La mia attività da telecronista? Ora ho un po’ di impegni davanti, ma per adesso la mia attività principale rimane quella del ciclista professionista. Poi, certo, a fare il telecronista si fa meno fatica, anche se a volte la faccio guardando i miei colleghi in azione”.

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